Cosa i miei amici pensano di me…

Posted by on February 14, 2009 in Cosa i miei amici pensano di me

Qui potete trovare cosa i miei amici pensano di me!

So bene che c’è sempre tanta paura di essere abbindolati, e so che la paura è tantissima, soprattutto di chi non si conosce personalmente, ma sono anche certo di tutto quello che vi ho detto e dimostrato.

Questo sito internet/libro è l’unico modo possibile per farvi conoscere la mia verità, bloccata da troppi interessi e da molta ignoranza.

Invito quindi tutte le persone che mi conoscono e che mi hanno conosciuto a lasciare un commento su di me ed un possibile contatto dentro il box "comment" (email, Skype, AIM, MSN, ecc…).

Se parlate un pochino inglese, sarei molto felice se poteste lasciare la vostra opinione anche qui.

Grazie ragazzi!

39 Responses to “Cosa i miei amici pensano di me…”

  1. marco querzola says:

    ciao matteo, mi chiamo marco, ho 28 anni e sono di bologna come te; ho appena finito di leggere sul blog la tua storia e ti scrivo solamente per dirti che sei veramente un grande, sia per essere riuscito a trovare la soluzione al tuo problema da solo e contro tutti sia per mettere a disposizione degli altri la tua grande esperienza in materia…sei la dimostrazione delle grandi capacità che ha il nostro cervello se correttamente utilizzato e combinato a forza di volontà
    ho letto il tuo racconto tutto d’un fiato e seguito la vicenda come se veramente mi toccasse personalmente, alternando momenti di gioia e tristezza ad ogni tua scoperta…mi ha veramente appassionato molto!
    in questo momento vivo in spagna ma fra un mese tornerò a bologna per rimanerci minimo 2 o 3 mesetti…mi piacerebbe conoscerti primo per poterti dire di persona quello che ti ho scritto e magari anche per fare una chiaccherata su alcune cose che mi sono sembrate molto interessanti e utili anche per la mia vita
    so che riceverai un sacco di mail del genere ma volevo comunque dirti che hai proprio tutta la mia ammirazione, spero che le cose stiano continuando per il meglio
    un sentito GIVE ME FIVE
    marco

  2. Alessandro Becattini says:

    Caro Matteo, anche io sono rimasto una mattinata intera a leggere la tua incredibile storia. Oltre all’aspetto umano della vicenda, mi hai affascinato per la chiarezza scientifica, dote veramente rara al giorno d’oggi, considerando che non sei un dottore in medicina, ma hai fatto vedere a “quel” qualcuno che hai le “palle”, anche come (non)medico.
    Non aggiungo altro, se non che spero che il tuo sito possa servire come base di partenza a tutto coloro che sono colpiti da questa come da altre terribili, inesplorate e incomprese patologie.

    Cordialità

    Alessandro

  3. Antonio Mauro says:

    Erano le 9:15 del mattino, mi trovavo presso la stazione centrale di Bologna ad aspettare il treno direzione Milano e lì vidi un ragazzo con un cappotto pieno di spille del Movimento 5 Stelle ed un berretto in testa che stava aspettando anche lui il treno. Guardai per un attimo il tabellone delle partenze e notai che il mio treno incominciò ad accomulare ritardo. Mi girai verso quel “tipetto” e gli chiesi se anche lui era li per l’ Eurostar direzione Milano, e mi rispose di si sorridendomi. Incominciammo a dire la nostra sul servizio ferroviario quando improvisamente lo speaker annunciò che il treno avrebbe cambiato binario dal 3 al 4. Ci dirigemmo verso il binario giusto quando lui mi disse : “dai io sono in una carrozza diversa dalla tua ma vengo con te così ci facciamo il viaggio in compagnia”. Salimmo sul treno e dopo aver trovato posto gli chiesi che cosa faceva nella vita. Subito mi incuriosì, come se dentro di me sapevo che avesse qualcosa di veramente interessante da farmi conoscere…Con una spontanetà meravigliosa mi parlò della sua malattia. Inzialmente rimasi di stucco. Mi fece leggere la prefazione del suo libro e vedere i suoi video…e lì capii che era un ragazzo speciale, forse miracolato da Dio, o forse semplicemente speciale. Il viaggio proseguì tra una chiacchiera e l’altra, tra sorrisi e tra occhi velati di lui dalla contentezza di saper di essere uscito da una grave malattia. Arrivammo a Milano senza che mi accorgessi di nulla, tre ore volate così in uno schiocco di dita. Pensando alla fortuna che ebbi ad averlo conoscuto, scendemmo dal treno e ci salutammo. Sarà stato il destino? questo nn lo posso dire ma posso dire ad alta voce e con la massima certezza di aver conosciuto una persona umile e nello stesso tempo ricca di gioia e di vita. Questo incontro mi ha fatto aprire gli occhi su tante cose ed ha rafforzato in me la convizione che LA VITA E’ MERAVIGLIOSA!!!
    Anto

  4. Maria del Carmen Saviano says:

    Caro Matteo: Sono felice davvero!!!!! d’ aver incontrato te nell mio cammino fatto di rinunce e sofferenze.Anche io non guardo la vetrina che mi tenta solo per farmi soffrire. Molte cose li sorvolo, perché è già la vita in sè una varietà infinita di opzioni. Posso dirti soltanto che la tua riuscita è dovuta alla enorme forza di volontà, e il fatto di pensare e vedere nell’ altro ammalato le tue difficoltà,Cose non più di “moda” perché la società è molto ” siber”ed egoista. Parla una “vecchia” di altri tempi ed altri valori… O di un’altra sensibilità.GRAZIE MATTEO per la luce di speranza

  5. angela barlotti says:

    Grazie, Matteo.
    Leggendoti, ho preso fiducia e cercherò di studiare ancora di più questa subdola malattia che hanno chiamato fibromialgia che mi impedisce di vivere, per ora, anche perché quasi nessun medico è d’accordo con la diagnosi che mi venne fatta anni fa da un bravissimo medico studioso, poi deceduto anche se giovane.
    Insistono nel curarmi con antidepressivi e cortisonici, pur avendo io letto su riviste specializzate di medicina, su medline, che il cortisone sembra addirittura contoindicato x questa patologia.
    Ancora grazie
    angela

  6. Cinzia Moselli says:

    Già ho scritto a Matteo privatamente per esprimergli le mie sensazioni dopo aver letto la sua storia, ma con molto piacere lascio un mio commento anche in questo spazio, anche se i commenti già lasciati qui descrivono al meglio la sua persona.
    Le nostre strade si sono incrociate solo per un breve periodo, un po’ di anni fa, ma mi hanno colpito fin da subito il suo contagioso entusiasmo per la vita, il voler vivere al massimo ogni istante, senza perdersi mai nulla, con un sorriso sempre per tutti, e l’importanza che hanno sempre avuto per lui le cose più semplici e genuine. Credo sia una delle persone più di cuore che io conosca, legato agli affetti veri, rispettoso nei confronti di tutti. Lui è così, impossibile vederlo diversamente!
    Nutro moltissima stima e rispetto per la forza d’animo e la volontà che ha dimostrato nell’andare avanti per la sua strada, senza mollare mai, credendoci sempre e comunque, nonostante gli alti e bassi, senza gravare mai su nessuno e rialzandosi ogni volta ancora più forte. Lui mi diceva sempre che “volere è potere” e che “tanti piccoli passi fanno un grande passo”, e ancora una volta l’ha dimostrato!
    Sono assolutamente orgogliosa e felice di conoscerlo, perché da persone come lui c’è tantissimo da imparare, e sono anche sicura che la diffusione della sua esperienza aiuterà moltissime persone, dando loro coraggio e tantissima forza.
    Sei grande Matte!!! Non cambiare mai!!!
    Un abbraccio
    Cinzia

  7. Annamaria Borelli says:

    Ciao a tutti! Io sono Americana quindi, scusatemi se sbaglio!

    Caro Matteo,
    Ho letto la tua storia ed ora capisco tutto. Prima cosa vorrei dirti che mi dispiace tanto per la sofferenza che hai passato! E’ stato una strada molto difficile per te ma si vede che sei piu’ forte! Matteo e’ una persona fantastica! E’ un vero amico. Quando sono andata a Bologna lui mi ha aiutato a trovare un albergo, mi ha portato in giro, anche se aveva altre cose da fare, siccome ero in Italia a quel punto lui ha voluto aiutarmi. Ecco com’e’ Matteo. Pensa sempre agli altri, se stanno bene, se hanno bisogno di qualcosa. Uno che ha passato questi guai, e che puo’ sorridere ancora ed essere felice e’ una meraviglia! Matteo, questa storia mi ha insegnato di essere piu’ calma, serena, e felice. La salute e’ tutto nella vita. Senza la salute non si puo’ fare niente! Sei unico! Sei un vero amico! E sono contentissima che tu stia meglio adesso! E’ stato un piacere di stare con te ed i tuoi amici quando sono stata a Bologna! Sono contenta che abbia avuto l’opportunita’ di conoscerti al matrimonio di Gianluca in America! Sei una persone sincera che e’ molto difficile trovare in questo mondo. Hai scritto molto bene, si vede che sei una persona molto intelligente! Ma purtroppo la cosa che conta di piu’ non e’ questo, e’ quello che sei dentro. Hai dimostrato un coraggio ed una forza che e’ veramente incredibile. Sono orgogliosa di chiamarti mio amico!

    Un abbraccio!
    la tua amica americana
    Annamaria!!!

  8. carla bogni says:

    io capisco le tue argomentazioni,la tua rabbia e il tuo ottimismo ,io sono nella forma secondaria progressiva su una sedia a rotelle,sono da sola ho una madre anche lei su una sedia a rotelle per altri motivi,sai la fortuna è cieca la sfiga ci vese benissimo,ho anche un figlio 15 anni,in piena tempesta ormonale,mi piacerebbe contattarti come posso fare?

  9. serafina says:

    sei un cialtrone………imbroglione

  10. Chiara says:

    Ciao Osso,
    ormai sono passati tantissimi anni dal giorno in cui ci siamo conosciuti in facoltà. All’epoca mi colpisti tantissimo per il tuo carattere così solare, per la tua simpatia e per il tuo sorriso sempre stampato sul tuo viso.
    Dopo la tua laurea ci siamo visti di rado, ma mai e poi mai avrei potuto immaginare quello che stavi passando con il tuo male; non ricordo nemmeno un’occasione in cui non fossi sorridente o che lasciassi trapelare che qualcosa non andava.
    Sai una cosa, io ti ammiro tanto, anzi tantissimo, hai dimostrato un grande coraggio ed una forza che solo poche persone possiedono, ed io sono molto orgogliosa di averti conosciuto…
    Ora spero che la vita ti sorrida, te lo meriti…
    Un abbraccio fortissimo,
    Chiara

  11. Rino says:

    Caro Matteo,
    non ho il piacere di conoscerti, ho trovato il tuo sito attraverso quello di Beppe Grillo, e quindi non potrei aggiungere assolutamente nulla alle tue qualità. Ma volevo farti sapere che MAI e dico MAI e poi MAI mi è capitato di soffermarmarmi a leggere una simile storia per un pomeriggio intero. Ti confesso di aver speso ben più tempo per guardare siti di viaggi, di subacquea, di stupidate varie, e si, anche siti porno, ovviamente. Ma ripeto MAI mi sarei immaginato di passare un pomeriggio a leggere la tua incredibile storia che mi ha appassionato e divertito. Si, d-i-v-e-r-t-i-t-o! Il modo con cui hai raccontato la tua storia lo dimostra. Tu hai un cervello straordinario, un’intelligenza fine, ma soprattutto una forza ed una serenità mostruosa: tu hai due coglioni COSI’!!!
    Ecco, da sconosciuto, volevo solo congratularmi con te per la TUA vittoria e per il modo con cui l’hai conseguita: chiaro, diretto, scientifico, mai denigratorio verso le parti avverse. La tua storia ed il tuo modo di raccontarla, dovrebbero essere oggetto di studio nelle facoltà di medicina, se non altro per quel che attiene al rapporto medici-pazienti.
    Immagino la tua gioia per la vittoria sia il quadrato delle tue sofferenze!
    Rino

  12. Luca Pilolli says:

    Ciao Matteo, ho letto la tua storia, come molti penso tutto d’un fiato. Il mio commento è: sei un GIGANTE (dove per Gigante intendo quello che insegna Anthony Robbins, nel suo libro Risveglia il gigante che c’è in te).

    Mi sono chiesto come posso contribuire per quello che hai fatto e stai facendo. Come te credo nella diffusione della conoscenza e forse posso aiutarti con quello che so fare di professione. Sono un grafico professionista.
    La tua storia è MERAVIGLIOSA, ma onesti per onesti la tua grafica lascia un po’ a desiderare ;-).
    Se posso aiutarti a migliorarla ne sarò immensamente felice.
    Mi trovi su Skype: utente tritonet, o cercando Luca Pilolli (Gorizia).

    Un abbraccio di riconoscenza per quello che hai pubblicato.
    Luca.

  13. Davide Righ says:

    Ciao Matteo,
    ci siamo appena conosciuti by email e penso che sei veramente una persona generosa e spciale e che come me canta fuori dal coro.
    Alla tua terapia, se me lo permetti, io aggiungerei gli amici. Almeno 2 o tre volte alla settimana, uscire con loro e starci insieme, ridendo e scherzando e non pensando a nulla.

    I dottori non hanno orecchie per ascoltare ciò che i pazienti hanno da raccontare, ci impongono un assoluto che non esiste neanche in natura e non sono pronti ad interagire con noi.
    Va bè a parte questo piccolo sfogo, ti ringrazio vivamente per la tua disponibilità.
    Saluti
    Davide

  14. lorenzo (magenta) says:

    Ciao Matteo ho letto tutta la tua storia e sono molto contento che tu sia riuscito a rinascere e che tu stia bene. Non ti conosco, non soffro di nessuna delle malattie di cui hai parlato e non so se il modo con il quale tu ti sia curato possa essere utile in tutti i casi di SM o delle malattie che hai citato nella tua storia, ma spero vivamente che la tua storia e la tua esperienza vengano prese in considerazione per approfondire la conoscenza di queste malattie e per trovare nuove cure possibili.

    Hai tutta la mia stima e il mio rispetto e spero con tutto il cuore che anche in futuro tu possa continuare a star bene e che si trovi qualche collegamento tra la tua esperienza e le patologie che hai citato; sarebbe veramente una grande conquista per tutto il genere umano e ovviamente per le persone che soffrono di questa malattia e di quelle da te correlate.

    grazie di aver condiviso la tua esperienza
    Lorenzo

  15. Massimo says:

    Caro Matte, ora siamo soli io e te, mi riferisco al fatto che fin’ora ti ho inviato solo messaggi pubblici. Adesso posso parlarti direttam e dirti che… cavoli, da dove cominciare? Oggi, grazie ad un passaparola ti sei presentato nella mia vita come il classico fulmine a ciel sereno, solo che invece del fulmine pare sia proprio tu il ciel sereno!
    Ho la SM dal ’95/’96, anche la mia è una forma secondariamente progressiva, anche io sono sottoposto al medesimo trattamento farmacologico (chemioterapia con Ciclofosfamide) che odio con tutte le mie forze. Leggendo la tua storia e la tua ribellione ti ho capito alla perfezione. Ho vissuto. leggendoti, un parallelismo tra la mia e la tua avventura. Prova, quindi, ad immaginare cosa possa voler dire per me il tuo “vinciamo noi!”, pensi davvero possa vincere anch’io? Hai idea di come stia vivendo io il successo della tua esperienza? Sul tuo sito, sez. ‘cosa pensano di me’, gli amici, e chiunque “sano” che carinamente ed emozionalmente voglia lasciarti un messaggio, non potrà mai mai rendersi davvero conto dell’indescrivibile, sconvolgente emozione che hai vissuto tu, nel tuo intimo intimo, man mano che hai preso consapevolezza di quanto accaduto, cioè del successo ottenuto, cioè della tua guarigione, …cioè del gran calcio in culo che hai dato alla sclerosi multipla e a tutti quei medici che si impegnano esclusivamente su un fronte: far fare soldi alle case farmaceutiche! Che orrore! Invece io sì, io posso riuscire un pò ad immedesimarmi dato che ogni notte della mia vita sogno e cerco di immaginare come sarebbe quel momento, il momento del miracolo!
    Ti ammiro, Matte, amorevolmente ti invidio, sei un grande, sono davvero felice per te!
    Detto ciò, mi aiuti? Ho difficoltà a leggere per cui sono arrivato ancora al 5° capitolo del tuo pdf, ma proseguirò.
    Ti aspetto, un abbraccio, Massimo

  16. Massimo says:

    Matteo, sei il mio miraggio in un deserto ‘senza speranza’. Ho la stessa patologia, secondariamente progressiva anche la mia, anch’io sottoposto agli stessi farmaci. Ad oggi, dopo tre giorni dalla dose via flebo, ho ancora una fastidiosissima nausea. Ascoltare il tuo racconto sulle tue condiz della malattia per me è rivedermi in un film.
    Ho bisogno di parlarti con urgenza (urgenza… dopo 14 anni che aspetto questo momento, senza sapere di te, ovviamente!
    Matteo, voglio guarire anch’io, insegnami la strada e se riesco distruggeremo insieme la Sanità mondiale “ladrona”!
    3925234071 max – catania

  17. Non ci conosciamo.
    Sono arrivato al tuo sito poichè mia moglie ha un suo amico malato di SM.
    Mia moglie è spagnola.
    Questo “ragazzo” oggi ha quarant’anni.
    Ogni volta che andiamo a Gijon, Asturias, lo andiamo a trovare.,
    Per me è sempr un esperienza difficile. non riesco a “STACCARE”. NON DORMO LA NOTTE…continuo a pensarci.
    Il nome di questo “ragazzo” e’ XAVIER.
    Ha la mia età. E’ un atleta ed una persona brillante ed intelligente. Costretto su una sedia a rotelle all’ ultimo piano di un palazzo della ridente cittadina di Gijon, sulle rive dell’ Oceano Atlantico.
    Un incubo.
    Ogni tanto vado in giro sul WEB unico territorio libero, per liberi pensatori, rimasto sul Pianeta Terra….cosi’ cerco cose sulla SM, anche se io, maledettamente fortunato, non sono malato.
    Sono uno SCOUT.
    Il concetto di “servizio” è sempre profondo in me.
    Non solo i malati ed i bisognosi devono cercare speranza e catarsi, bensi’ i piu’ fortunati hanno il DOVERE di aiutare gli altri.
    …nella realtà, si è soli.
    Ammiro il tuo coraggio, il tuo impegno, la tua perseveranza, la tua resistenza.
    Resistere è il mio verbo preferito.
    Spero, prima o poi di incrociare i tuo sentiero.
    In questo Mondo fatto di eroi di carta…dove un eoe è qualcuno che corre dietro ad un pallone di cuoio e riceve milioni in cambio…gente come te fa crescere in me la Speranza nel genere umano.
    ….grazie.
    Sinceramente, grazie.
    Se in qualsiasi modo possiamo esserti utili…www.ranch-academy.com

    See u.
    DREW

  18. Alessandra says:

    Ciao Matteo,
    conoscere la tua storia mi ha dato molta forza in un periodo di grande vulnerabilità!
    Anche io ho recentemente avuto parecchie discussioni e lotte da affrontare con la cosiddetta medicina tradizionale.
    Complimenti per essere andato fino in fondo e non esserti scoraggiato nel reperire le informazioni. Ti ringrazio tanto e spero che la tua storia arrivi a tutte le persone che stanno affrontando la sclerosi.
    Ale

  19. giuliano says:

    Ciao Matteo,
    ho finito di leggere la parte del tuo libro che tratta la tua vicenda e sono preso da una domanda: come è stato possibile?
    Come è stato possibile fronteggiare tutto il carico di avvenimenti e di avversità che si è scaricato su di te e vincerlo?
    In tanti momenti io avrei ceduto e mi sarei arreso. Di questo sono certo.
    La lotta che hai affrontato sembra più grande di una lotta con una malattia, mi è parsa una specie di lotta “spirituale” quasi tu avessi dovuto contrastare un male più grande di una malattia. A quali risorse hai attinto?
    Mi chiedo se è solo una questione di forza di volontà; certamente tu ne hai tanta: ho, al proposito, un ricordo della tua esperienza scolastica.
    Mi è sempre rimasta impressa una frase che tu scrivesti in un tema (non ricordo la traccia).
    Scrivesti che, quando andavi in centro con gli amici e vedevi nelle vetrine qualcosa che ti piaceva molto ma che non potevi permetterti di comprare,
    scrivesti: “volto la faccia dall’altra parte”. Mi è rimasta impressa l’ immagine di un ragazzo di appena 14-15 anni che si impone di guardare “altrove” per reggere alla tentazione di comprare qualcosa, pura forza di volontà. E’ l’immagine che ho conservato di te in tutti questi anni in cui non ci siamo più rivisti…
    Mi viene allora da pensare che forse anche quando eri malato e sofferente, per non esser sopraffatto dai pensieri che il male porta e che ti sprofondano verso la resa, volgevi gli occhi “altrove” per battere le avversità.
    La tua storia è un bell’insegnamento ; a mio parere il tuo libro potrebbe far del bene non solo alle persone ammalate e in lotta con i loro mali, ma anche ai “sani”, soprattutto ai tanti adolescenti e giovani di oggi che si arrendono di fronte a piccole avversità. Insegna che si può vincere le avversità, che la lotta principale è con se stessi, che si può essere, magari in piccola parte, autori del proprio destino, e oggi abbiamo tutti bisogno di esempi di questo genere.
    Una versione ridotta e adattata potrebbe esser diffusa ad adolescenti in formazione e giovani in difficoltà.
    Per il momento ti ringrazio per aver scritto il libro , è stata una grande gioia per me ritrovarti
    Un caro abbraccio
    Giuliano

  20. CP says:

    Caro Matteo, da estraneo sono giunto qui, e da estraneo probabilmente me ne andrò, è da tempo che studio solo per amor di conoscenza, i testi del dottor Acerra, dell’ omotossicologo Daunderer, e di altri “mostri” internazionali che studiano e hanno studiato il fenomeno delle intossicazioni croniche a metalli pesanti e prodotti petrol-chimici.
    La mia è stata una ricerca volta alla conoscenza, la tua una ricerca volta alla “sopravvivenza della ragione”, hai dimostrato di avere le palle di un combattente vichingo, e la lucidità e l’ intelligenza di uno stratega militare.
    Ma ancor più hai dimostrato di avere un forte intuito, peculiarità metafisica che contraddistingue i grandi uomini dai mediocri.
    La tua singola esperienza, forse ora non verrà ascoltata, non verrà presa in considerazione, ma sempre più persone stanno svegliandosi, e anche se in Italia siamo indietro anni luce, sono le persone come te, che devono immolarsi per far rinascere una nuova coscienza.
    Ti dico grazie, per avermi ricordato che al mondo esistono persone incredibili, per le quali vale la pena continuare a combattere, il cui spirito è più forte di ogni attacco dato dalla stupidità e dall’ ignoranza umana.

  21. Simone Donati says:

    Caro Matteo,
    Ho letto la tua storia senza riuscire a smettere, tutta in un fiato, senza sapere assolutamente niente su di te e sugli argomenti trattati.
    Mi sento in debito con te, per quello che mi hai dato, e voglio almeno dirti quanto la tua storia mi abbia emozionato.
    Non farò commenti sull’opportunismo di chi vede nei pazienti solo un bel “business”.
    Credo che le tue informazioni sono estremamente utili a tutti, perché quello che ti è capitato può succedere a tutti, quindi credo che tu debba rivolgerti seriamente ai mezzi di informazione più potenti.
    Per quanto posso immaginare non sarai d’accordo, in quanto avverso a tutto ciò che non è puro, autentico, corrotto da interessi, ed ovviamente in questo mondo non c’è rimasto molto.
    Potresti diventare un semplice mezzo per fare odiens in TV, o per far rendere più famoso qualche opinionista di turno.
    Hai già sofferto molto, chi te lo fa fare ? In fin dei conti l’importante è che tu stia bene, ti capisco.
    Non si può combattere contro il mondo.
    E’ molto più sincera questa diffusione gratuita, con passaparola, come stai facendo.
    Io non sono particolarmente positivo o solare anzi, sono molto polemico, ma almeno questa volta voglio esserlo, come lo sei stato tu, e parlare solo delle cose belle che mi hai lasciato.
    Inutile dire che ogni volta che si è a contatto con di chi se la passa male, ognuno di noi passa 5 minuti a pensare quanto sia fortunato e quanto sia stupido chiamare “problemi” le piccole e sciocche difficoltà del nostro fortunato quotidiano.
    Il problema è che l’uomo ha un meccanismo di sopravvivenza che gli consente di abituarsi facilmente a tutto: a convivere con le cose belle, cosi come con quelle brutte.
    E cosi chi non ha pensieri, impreca per un po’ di coda in tangenziale, mentre chi è nei problemi fino al collo non sa come ringraziare un raggio di sole o una carezza.
    Tutta colpa di quella maledetta facilità di adattamento che abbiamo.
    Però, questa volta, non voglio perdere questa occasione.
    Ho molti difetti caratteriali che vorrei addolcire, per vivere meglio, ma non è facile cambiare il proprio carattere.
    Ho deciso che ci voglio provare, perché la persona che mi ama mi ha fatto capire che io stesso vivrei meglio, se me la prendessi molto meno per ogni piccolo problema che incontro.
    La tua storia mi ha emozionato moltissimo, sono ancora stordito da tutto questo…
    Voglio riflettere, elaborare, metabolizzare la tua storia, raccogliere il grande esempio che ci hai dato, la tua grinta, la tua perseveranza, il tuo attaccamento alla vita, all’aria che respiri, alla libertà.
    Essendo profondamente ateo, leggere la tua storia è stata per me un’esperienza molta spirituale e interiore, e voglio iniziare a considerare il nostro incontro come l’inizio di una mia svolta personale.
    Ti ringrazio solo per avermi dato la possibilità di capire meglio il significato delle parole “vivere” e “vita”.
    Spero di fare tesoro di quanto mi hai insegnato.
    Grazie.

    Simone

  22. Fausto Calori says:

    è la storia straordinaria di un ragazzo che – altrettanto straordinariamente ed in silenzio – ha saputo lottare contro le avversità più grandi della vita. Ho lavorato quasi 3 anni con Matteo, non immaginavo avesse passato tutto questo: lui era un collega, un amico, che non si è mai pianto addosso! Ed allora, parafrasando un verso di una canzone di Dalla (poi ripreso da un pezzo degli Articlo31): “l’impresa eccezzionale…..è essere NORMALE”!!! Forza Mat, sii sempre così…..straordinariamente “normale”!!! un abbraccio
    Fausto (ex Alstom PJC)

  23. Stefano Piletti says:

    Ciao Matteo,
    ti lascio volentieri un commento, seppur di poche parole, per aggiungere anche il mio nome alla lista delle persone che credono fermamente in te, alla veridicità delle tue affermazioni, che ti stimano per aver condiviso con il mondo la tua vicenda vissuta e sofferta in prima persona.
    Vorrei rivolgermi anche ai lettori di questo sito che senza conoscere Matteo stanno leggendo i commenti scritti dai suoi amici; state pur certi che possiamo tutti testimoniare che quello che leggerete non è frutto della fervida immaginazione di Matteo ma è tutto vero, messo nero su bianco per informare quanta più gente possibile.
    Siete voi il “noi” del titolo del sito.
    Avanti così Matte, che non sei solo!

  24. Paolo Sartor says:

    Ciao Matte,

    alla fine ti scrivo anch’io…e lo faccio volentieri, anzi di cuore.
    Che dire??? Io ti conosco da due anni e mezzo. Ti ho consosciuto, credo, nel tuo momento peggiore. Agosto 2006, eravamo compagni di stanza, Milano Ospedale San Raffaele.. accomunati dalla stessa malattia…
    La mia vuol essere anche una testimonianza, quindi: come stavi? Quasi non camminavi, parlavi male (ti ricordi quando, con difficoltà, giocavamo a carte prima di addormentarci?)..e tante altre cose…
    Da allora un crescendo, sempre meglio, fino alla splendida forma attuale; eri splendido, la scorsa estate, quando sei venuto al mio matrimonio.
    Seguo attentamente tutto quello che fai, per curarti, e il successo che stai ottenendo…spesso discutiamo assieme, lo sai non sono scettico, ma sempre molto cauto.
    Il tuo entusiasmo, la tua tenacia e la tua competenza non hanno limiti, come la tua generosità. Anch’io, anche se con meno tenacia di te, sto provando il tuo approccio di cura e, lo sai, qualche risultato c’è…non come i tuoi, forse anche perchè la mia forma di malattia è un pò diversa dalla tua e forse perchè dovrei essere più convinto.
    Matte, sei un grande, lo dico pubblicamente. Conosco appena la ragazza che ti è accanto, ma ha una gran fortuna a stare con te.

    Spero che il tuo libro e il tuo sito vengano letti da molti, che facciano riflettere; tu trasmetti entusiasmo, la tua gioia di vivere non ha limiti, ce la stai facendo davvero.
    Vorrei anche che qualcuno riflettesse seriamente sul tuo caso, che la medicina ufficiale si svincolasse da certi approcci classici, che tanti medici si togliessero i paraocchi…e se questo te lo dico io, vorrà dire qualcosa..
    Da quei giorni di agosto si è formato un legame particolare tra noi. Scrivo questo messaggio anche per testimoniare di prima persona cosa ti è successo in questi ultimi due anni, per aiutare questa “causa” e per ringraziarti per la forza che mi dai e anche per gli aiuti concreti che mi hai dato.

    Ogni volta che ti sento, mi dai un’iniezione di forza e di fiducia…quindi mettiamocela tutta che

    VINCIAMO NOI!!!

    un abbraccio

    Paolo

  25. Lorenzo Riva Cambrino says:

    Conosco Matteo da una vita, anche perchè ho la fortuna di essere suo cugino (anche se di 2° grado), e fino a circa 3 anni fa vivevo il nostro rapporto come un “normalissimo” rapporto tra 2 cugini che si vedono molto di rado a causa di un diverso stile di vita (lui si rompeva le ossa sui libri ed io pensavo a divertirmi), ma che quando capitava ci si soffermava a chiacchierare piacevolmente, a tal proposito non dimenticherò mai quando ignaro di tutto avendolo incontrato ad una festa paesana dopo che era tornato dalla Germania, con tutta sincerità mi complimentavo con lui (e rinnovo i miei complimenti) in quanto aveva avuto la costanza di laurearsi con il tempo minimo indispensabile e finalmente poteva godersi i frutti del suo sacrificio (quanto avresti voluto mandarmi a quel paese?), ma vi giuro che nemmeno quella sera sono riuscito a cogliere qualche cosa di strano…….
    Poi 3 anni fa per puro caso ho telefonato a Matteo per sapere se ci rivedevamo allo stesso appuntamento, ma con mia grande sorpresa dall’altra parte del telefono si sentiva una voce debole e tremolante che mi chiedeva chi mi avesse avvisato del suo PROBLEMA???
    Io sono cascato dalle nuvole e da quando ho messo giù il telefono ho iniziato a pensare che cosa potesse avere fatto il mio Cuginone, dopo avere vagliato miriadi di disgrazie con tutto il tatto del caso sono riuscito a sapere indirettamente che era gravemente malato da tempo ma che non voleva rendere pubblica la cosa.
    Dopo di che mi è capitato di rivederlo sempre alla classica festa paesana, e cosciente della sua scelta ho passato un paio di ore in sua compagnia bevendo birra e chiacchierando del + e del- in assoluta armonia, ma questa volta sapevo del suo dramma e notavo qualche difficoltà nei suoi movimenti; anche quella sera è passata secondo la “Norma” e ci siamo salutati come sempre.
    Il tempo passava ogni tanto sentivo dire che non si voleva curare e mi sono promesso + di una volta di attaccarlo al muro dicendogli ma che c….. stai facendo??
    Poi per puro caso l’estate passata lo ho incontrato a Bologna, andavamo di fretta tutti e due, ci siamo salutati sempre caldamente e lui mi ha detto che mi doveva dire tante cose…. Io gli ho risposto che lo sapevo rimandando a lui la scelta di parlare, a quel punto mi ha detto: Vi stupirò tutti!!
    Dopo averlo salutato ho iniziato a pensarne di ogni, poi qualche giorno fa sono stato avvisato delle sua pubblicazione, ho iniziato a leggerla ed ho tratto le mie conclusioni che ho trasmesso a Matteo in forma privata, il quale mi ha tempestivamente risposto con la classica solarità che lo contraddistingue da sempre invitandomi a pubblicare il mio pensiero in questa “sezione”.
    Quello che penso è che Matteo ha due Palle grandi come una casa e che da profano mi HA VERAMENTE CONVINTO, smontando tutte le teorie di plagio da parte di qualche farabutto, setta ecc……, questo era quello che ero arrivato a pensare, è inutile dire che di astratto non c’è nulla in questo libro, ma è tutto scientificamente spiegato, e mi sembra non lasciare dubbi.
    Matte, spero che tu abbia veramente la verità in tasca ed hai tutto il mio appoggio!!!
    In ogni caso hai dimostrato di essere un Grande!! Anche perchè non ti sei mai arreso continuando per la tua strada e se i risultati sono quelli che scrivi, non si può fare altro che sostenerti e dare voce al tuo cuore divulgando la cosa il + possibile!!
    Quindi continuiamo la lotta tutti insieme!!

  26. Pier Aisa says:

    Matteo,
    ti scrivo come amico e come collega d’ufficio e uso lo stesso canale che hai utilizzato (il web), per esprimerti i miei pensieri a riguardo della storia, se così possiamo chiamarla, che hai raccontato. Sono rimasto veramente colpito dalla moltitudine di eventi, che hanno accompagnato la tua esperienza in questi ultimi anni. A dire il vero mi sembra strano che oggi, nel 2009, possano esserci ancora così tante zone incerte nella comprensione, nella diagnosi e nella cura di una patologia ! La cosa che ho ammirato e invidiato particolarmente nel tuo racconto è la forza d’animo, lo spirito positivo, la tenacia e la voglia di crederci sempre anche quando tutto gioca contro di te. Ogni essere umano ha uno spirito di sopravvivenza, ma a volte questo soccombe di fronte a eventi che sembrano insormontabili. Dunque penso che sia un’ottima qualità che hai dimostrato e che dimostri tuttora nell’affrontare il quotidiano con grinta. Questa cosa è ancora piu’ bella se messa al servizio degli altri, che ne deficitano. Credo molto nello spirito scout, avendo passato 12 anni “in branco” ed uno dei crismi della promessa che si fa fin da lupetto è “aiuta il prossimo”. Il tuo comportamento, il modo in cui hai scritto e la voglia di vincere che hai sono la piena testimonianza di questo spirito altruista che ti appartiene. Quando arrivasti in ufficio con noi, ci facesti preoccupare non poco durante l’estate; ti abbiamo visto assente tanto tempo e pensavamo per il peggio ed ora a leggere la tua vera storia devo farti i complimenti per come tu sia riuscito a mantenere un’aspetto sempre professionale e corretto, anche quando eri sotto pressione per la tua situazione. Difficilmente posso immaginare cosa significhi andare avanti, cercando di mantenere la “normalità” nei confronti degli altri con dentro tanti sentimenti fortissimi che ti porterebbero ad urlare la tua situazione. Questa è una grande prova di self-control e dimostra che “chi la dura la vince”, soprattutto contro i canoni della medicina tradizionale, che non sempre è detto che sia la verità assoluta. Voglio tenere questo come insegnamento: “non credere al 100% a quello che tutti i medici dicono …”.
    Buona strada!
    Ciao
    Pier

  27. Patrizia Arena says:

    Ciao Matteo,
    ho letto il tuo libro e sono rimasta molto scossa quando ho saputo quello che ti è successo, non lo sapevo, nè me lo immaginavo. Da quello che hai scritto si vede che hai maturato una grande forza in te stesso, nessuno puo’ capire quello che hai provato o che senti ora, ma posso soltanto dirti che sei stato davvero forte e questo ti ha aiutato ha superare tutti questi ostacoli, bravo Osso! Mi sono emozionaata in ogni pagina che hai scritto perchè in ogni pagina si intravedevano le tue emozioni e i tuoi sentimenti, hai un grande cuore e sei una persona da ammirare. Non potro’ mai capire veramente cio’ che si prova e cio’ che hai provato ma ti posso solo dire che la tua esperienza puo’ essere utile a tanta gente che come te ha lo stesso problema oppure che deve combattere. Sei un ragazzo speciale Matteo, è stata dura lo immagino pero’ alla fine hai vinto tu, visto? Complimenti ancora per il libro, leggendolo mi ha aiutato a capire che bisogna assaporare ogni cosa della vita, godersi ogni momento e non piangere dietro a cose futili come invece tanta gente fa.
    Ti mando un abbraccio enorme Osso
    Patty

  28. Gianluca says:

    Recentemente mi e’ capitato di leggere la storia di Nick Vujicic, un ragazzo australiano che, cosi’ come Matteo, ha dovuto affrontare ostacoli che agli occhi di molti sarebbero apparsi insormontabili. In quell’ articolo vi e’ una frase che sintetizza il messaggio che io personalmente traggo da entrambe le loro storie, dice “non importa come cominci la tua vita, quello che conta e’ come la finisci”.

    Matteo e’ uno di quelli che vive ogni giorno la sua vita facendone la differenza ed anche per questo, oltre che per le sue doti umani e gli anni di intensa amicizia che ci legano, lo considero una persona unica e speciale.
    La sua storia va letta, poi ognuno di voi si faccia la sua opinione e decida come agire …

    Comunque vada, per me Matteo hai vinto tu!

    Abrrruuuuuppppptttttttt!

  29. Davide Prati says:

    Trasparente, sincero, idealista, altruista, testardo, credo siano gli aggettivi che meglio descrivono ciò che penso di Matteo.
    Confrontarsi con Matteo è sempre un piacere, con lui si può parlare di qualunque argomento, e si può non essere d’accordo con con ciò che dice, ma si sa sempre come la pensa, e cosa ancor più importante ha la forza di combattere per le sue idee, e il coraggio di metterle sempre in gioco, per questo lo stimo e lo rispetto.
    Della sua vicenda non ho saputo nulla fino al suo ultimo ricovero a Milano, e quando sono stato messo al corrente di ciò che aveva passato non riuscivo a crederci, il Matteo che avevo conosciuto fino a quel momento era un vulcano di energia pura, e chiunque conosca Matteo, o lo abbia frequentato per un po di tempo sa quanto sia attivo, oggi più che mai.
    In questa vicenda Matteo ha avuto il coraggio e la determinazione di scegliere da solo la strada da percorrere, e ancora una volta è riuscito a sorprendermi perchè non si è limitato a questo ma ha voluto condividere la sua storia, la sua esperienza, mettendola a disposizione di tutti, così che tutti la possano conoscere, lasciando che ognuno poi, giudichi secondo la propria coscienza.

    Cosa penso dunque di Matteo, che è una grande persona degna di rispetto!

  30. Enza says:

    Ciao Matteo,
    ti conosco da poco e mi hai scioccato più che sorpreso… La prima volta che sono venuta a casa tua ho notato le mille foto (direi gigantografie) che sono nella tua camera, poi abbiamo visto il tuo viaggio in America in cui eri sempre presente… Mi sono detta… “si ama tanto!!!” … Bhè ora che leggo la tua storia capisco il perchè… Sei rinato e questo penso sia il punto di partenza di questo tuo modo di essere… Altra cosa che ho notato quando sei venuto a trovare mia sorella in ospedale è stata la tua accortezza nel voler allegerire un’ atmosfera che in ospedale è sempre pesante… e ci sei riuscito alla grande… Ho letto il tuo libro ma non tutto di un colpo, anzi ho avuto bisogno di fermarmi più volte e poi rimprendere, forse per assimilare meglio la tua forza e soprattutto la tua generosità… Già perchè il tuo metterti in gioco e condividere questa tua avventura è segno di un grande amore per il prossimo… Per questo ci tengo a diffondere il più possibile il tuo sito e spero che la tua storia possa rappresentare un punto di svolta per altre persone. Amo le citazione e ti dedico questa frase tratta dalla Fine è il mio inizio di Tiziano Terzani “Vedi Folco, ci sono cose, avvenimenti, parole che senti e che non ti dicono niente. Ma in un’altra situazione quella stessa parola – ooooh! Ti cambia la vita.” Un forte abbraccio Enza
    P.S. Un forte abbraccio anche dalla mia famiglia soprattutto da mia madre

  31. Alex says:

    Ciao Matteo, sono Alex il ragazzo della Patty , ci siamo incontrati per parlare di New York a casa tua.

    Ho letto il tuo libro, ci conosciamo appena però ho ritenuto giusto scriverti, il tuo libro mi ha emozionato, non posso neanche immaginare quello che hai provato e che ogni giorno provi, però posso dirti che hai la mia stima, hai la mia stima perchè hai ascoltato la voce che ognuno di noi ha dentro e che spesso non ascolta o la lascia nascondere dai rumori delle voci di chi occupa solo spazio nella nostra vita ma non la riempie. Hai la mia stima perchè “hai conquistato i tuoi dieci centimetri”, perchè lotti e perchè hai scelto di non mollare.

    Come detto non ho pretese di capire quello che tu hai provato soprattutto nel momento in cui ti sembrava di lottare solo contro il mondo, di certo posso dirti che leggendo il tuo libro mi sono emozionato e che aldilà che il tuo caso possa o meno essere utile ad altri per capire la loro malattia di certo può certamente essere utilie a tutti, malati o meno, per capire che la vita va vissuta e non bisogna mai mollare perchè quei “dieci centimetri” fanno la differenza e come hai detto tu vince chi è pronto a giocarsi tutto, lottando un centimentro dopo l’altro.

    Ora capisco anche il tuo entusiasmo coinvolgente nel descrivere New York, una città crocevia di vite, di storie, di colori di esperienze….

    La tua esperienza sono certo arricchirà la vita di tutti coloro che ti conosco o leggeranno la tua storia, come ha arricchito la mia e per questo ti dico “GRAZIE”.

    “Vinciamo noi…” beh Matteo in ogni caso MATTEO TU HAI GIA’ VINTO.

  32. Carlo Chiesa says:

    Conosco Matteo da 16 anni e con lui ho passato così tanto tempo insieme sui libri
    e vissuto tante esperienze che non avrebbe senso riportarle brevemente qui.
    Nonostante questo soltanto nell’estate del 2006, quando la sua salute aveva
    raggiunto il limite inferiore, lui mi ha messo al corrente sul suo vero stato e
    delle prove a cui si era dovuto sottoporre per tirare avanti.
    Solo in quel momento mi sono reso conto di quanto ero stato miope negli anni passati
    a non accorgermi di certi segnali, ma quando ora lui ed io ripensiamo a quante
    volte gli ho svitato il tappo della bottiglietta dell’acqua in aula studio quasi
    ci ridiamo su! E sorridiamo perché lui, pur di non dirmi che non riusciva a fare
    forza con la mano inventava ogni tipo di scusa per farmela aprire,
    e sorridiamo perché io stavo nella mia beata ignoranza e svitavo tappi brontolando.
    Ma soprattutto sorridiamo perché lui ora sta bene e le bottigliette se le apre da solo!

    Io non sono un medico e non conoscendo a sufficienza la materia
    non posso dare pareri sul suo operato, ma posso soltanto dire che se io fossi
    stato al suo posto avrei fatto altre scelte per via della pressione dei medici,
    dei genitori, per paura o solo per mancanza di tenacia.
    E forse oggi avendo sotto gli occhi il suo stato avrei dovuto ammettere di aver
    sbagliato, come mi sbagliavo quando aprivo quei tappini!
    Un fatto certo è che ora Matteo è in buone condizioni di salute, allegro come
    sempre, onesto con sé stesso e gli altri, con una volontà di ferro e una generosità
    fuori dal comune.

    La problematica messa in luce dalla sua storia è molto importante e di attualità,
    e interessa in prima persona anche me poiché lavoro nel settore della metallurgia,
    quindi spero che sempre più medici possano spendere il loro tempo per chiarire
    queste tematiche e che sempre più persone che ora soffrono possano trovare spunti
    utili per migliorare le proprie condizioni o quanto meno una possibile strada
    su cui fare indagini insieme ai proprio medici curanti.
    Per la speranza e la voglia di vivere invece la soluzione c’è già:
    basta guardare il sorriso del mio caro amico Matteo.

    Ciao Osso… a colazioooone!!
    Carlo

  33. MAURO COSTA BIZZARRI says:

    Matte,
    certo che sei veramente irriducibile, attaccato alla vita, generosissimo verso se stesso e gli altri!
    Lasciamo stare di fare commenti riguardo ad alcuni medici…
    Citerò e farò leggere la tua storia a chiunque stia vivendo un momento difficile per la salute (e qualcuno purtroppo c’è vicino a me) in modo tale che possa trarne i migliori stimoli…
    A questo punto vale davvero la pena di divulgare senza alcuna pietà tutta la tua vicenda e vedrai che saranno in tanti a dirti “Abbiamo vinto noi” !

    Ti abbraccio, Mauro

  34. Luca Giovannini says:

    La storia di Matteo è incredibile.
    Incredibile quello che da solo ha dovuto imparare per essere in grado di decidere liberamente come curare la propria malattia.. un tema davvero attuale, oggigiorno.
    Incredibile il modo in cui la maggior parte dei medici che ha incontrato lo abbia trattato. Certamente non aiutandolo nè informandolo in maniera corretta (o almeno completa), ma addirittura cercando di intimidirlo!
    Ma il fatto più incredibile della storia di Matteo è lo straordinario miglioramento della sua condizione fisica negli ultimi due anni. Miglioramento dalla quasi paralisi di allora alla attuale normalità, che noi che lo conosciamo abbiamo “toccato con mano”.

    Beh, Matteo, quello che ti auguro è che quello che ti è accaduto, ciò che hai imparato e sofferto negli ultimi anni sia solo l’inizio della tua storia. E se riuscirai con questo libro ad aiutare anche solo una delle persone che stanno soffrendo le tue stesse pene, allora la tua storia sarà davvero straordinaria e finalmente potrai gridare “Abbiamo vinto noi!”.

    Luca

  35. Simone Ferri says:

    Credo che tu sia pazzo…….questa frase se la sono sentita dire in tanti nel corso della storia, molte di queste persone forse lo erano veramente (anche se il significato esatto del termine ancora mi sfugge), molte altre invece erano solo “diverse”, alcune ancora avevano solo la capacità di provare ad andare con la mente oltre all’ovvio, al conosciuto.
    Molte scoperte sono state fatte proprio grazie a questa capacità o pazzia.
    Mi sono sempre chiesto come un uomo possa cercare a tutti i costi di percorrere una strada nonostante sia sconsigliato da tutti e additato come pazzo, diverso, folle….
    Credo che molte volte sia l’abitudine a vedere le cose così come ci vengono mostrate a farci pensare che la strada giusta non possa che essere quella indicata, con questo non voglio dire che esista sempre una scelta alternativa, voglio solo evidenziare il fatto che sia molto più facile accettare un parere comune ai più, piuttosto che sforzarsi nel guardare le cose da angolazioni differenti, magari mettendosi in gioco, magari rischiando qualcosa di importante.

    Matteo, anzi Osso…
    Credo che tu sia pazzo e sono orgoglioso di poterti definire mio Amico, lo ero quando seduto sul tuo letto, a casa dei tuoi, ti vedevo soffrire e fare a malapena 7 passi (ti ricordi….Il morso del Cobra….come lo chiamavi tu), lo ero a Milano quando ti ho visto vivere il dramma della malattia misto a quello del cuore, lo ero quando hai deciso che della tua malattia, anzi no della tua vita volevi esserne parte attiva, nel vero senso della parola, lo ero quando in California mi allacciavi le scarpe 😉 perché avevo un ginocchio gonfio come un melone, lo ero, lo sono e lo sarò…sempre.

    Ho tanti ricordi che mi legano a te e spero che il futuro me ne regali ancora tantissimi per potere ancora dirti, tra tanti anni, sono orgoglioso di te.

    Simo

  36. Caterina Landi says:

    Il mio commento sarà molto breve…anche perchè tutto quello che conta veramente è già ampiamente descritto da Matte nelle pagine del suo libro……
    Leggendo la sua storia si può solo intuire quale sia ora il suo stato d’animo….come dice lui deve essere stata una vera e propria rinascita!
    Matte è arrivato a questo punto contando praticamente solo su se stesso….è ora di fare qualcosa per lui…aiutarlo nel fare si che la sua esperienza e i risultati ottenuti con tanto sacrificio,costanza e soprattutto con tanta UMILTA’ possano aiutare anche altre persone che magari stanno soffrendo inutilmente.

    Un ultima cosa…Matte…sei grande!

    Cate

  37. Gianna Zannarini says:

    Il mio ricordo di Matteo è quello di un bambino-ragazzo che ogni estate veniva a trovarmi in bicicletta suonando al mio campanello per raccontarmi il suo anno passato. Una cosa curiosa, ma io ho negli occhi questo amico che arrivava con tutta la sua energia e speranza a condividere i momenti passati divisi. Un ragazzo allegro e solare, pieno di voglia di vivere, di idee, ambizioni e voglia di arrivare.
    Matteo e io ci conosciamo da quando avevamo 6 anni: abbiamo frequentato le scuole elementari e un po’ di medie insieme, e ogni estate avevamo questo appuntamento fisso. Lui arrivava così senza preavviso, suonava al mio campanello e passavamo ore a raccontarci il nostro anno seduti sui gradini di casa mia.
    Poi le nostre vite si sono divise come quelle di tanti ex compagni di scuola, perché ognuno ha preso la propria strada.
    Non conoscevo, fino a poco tempo fa, che strada difficile e tortuosa sia stata quella di Matteo.
    Recentemente ci siamo rivisti e risentiti: ho organizzato una rimpatriata con tutti gli ex compagni. Siamo usciti tutti per una bella serata e una cena e durante l’uscita ho conosciuto anche la compagna di Matteo, persona che mi si è rivelata subito splendida e disponibile. Ho visto Matteo in forma fisica perfetta, felice e innamorato. Mai niente mi poteva far pensare a cosa avesse davvero nel cuore.
    Da quel momento io e Matteo siamo rimasti in contatto e mi ha preannunciato la sua pubblicazione senza però dirmene i contenuti. Tra le righe delle parole dei suoi messaggi avevo intuito che tutto era basato su qualcosa di importante e che lo riguardava in prima persona. Mi diceva sempre che il suo libro lo avrei letto tutto d’un fiato, che erano tantissimi anni che ci lavorava, che come amica sarei stata orgogliosa di lui, che mi sarei commossa.
    E aveva ragione. Mai niente mi poteva far pensare a una cosa tanto grande e grave.
    Fino alla lettura del suo libro. E l’ho letto due volte in un solo giorno.
    Alla prima lettura sono rimasta incredula, sconcertata, disarmata, non avevo parole, lacrime, niente.
    Conosco lui, la sua famiglia. Non potevo credere a quello che c’era scritto.
    Ma poi rileggendolo e sommergendolo di domande ho capito.
    Il suo non è un libro di sofferenza. È un libro di speranza e di testimonianza: un raggio di luce per chi come lui ha scoperto di essere malato di un male per tutti considerato incurabile.
    Matteo è una persona speciale, un caterpillar che è andato avanti contro tutti e contro tutto da solo. Non so quante persone davanti a una diagnosi di questo tipo avrebbero avuto il suo coraggio. Complimenti per la determinazione e per la testardaggine di voler sapere, conoscere e capire le cause e le possibili cure per se stesso.
    Matteo è un amico speciale: una persona che ama la vita e per questo ha lottato con tanto tantissimo fervore!
    Bravo Matteo e congratulazioni per tutto e in bocca al lupo per il futuro. Sono orgogliosa di essere tua amica.
    E tu sì che ora puoi davvero dire a tutti VINCIAMO NOI.

    Gianna

  38. Fabiola Piro says:

    “Per alcune persone la salute è presa molte volte come “un diritto” nel senso che non hanno mai avuto problemi e quindi molte volte non sapendo quanto sia importante e sopratutto non pensandoci fanno scelte che altrimenti non farebbero, mentre per alcuni è una “conquista” e lottano e sudano per poter conquistare un attimo di serenità e spensieratezza”.
    Queste bellissime parole sembrano una frase fatta o di circostanza. In realtà sono parole che mi ha scritto in una mail Matteo, un ragazzo meraviglioso e generoso.
    Tali parole sono dettate dal cuore e mostrano la lucida consapevolezza che la natura sembra avergli negato la serenità dandogli il travaglio di una malattia, però egli stesso tacitamente ringrazia proprio quella natura , che invece gli ha regalato una maturità interiore ed una energia e forza non comuni.
    Quelle parole rivelano uno spirito guerriero, combattente, ottimista e sempre forte in quanto c’è in esse il senso della vita stessa, che forse tutti coloro che sono presi da altre preoccupazioni neanche sentono.
    Questo senso della vita che è già sprigionato da quelle poche righe consiste nella conquista di ogni istante di felicità e nell’assaporare tutte le cose meravigliose e semplici, come ogni elemento della natura stessa, che ogni giorno tutti abbiamo la fortuna di vivere ma senza godercele.
    Matteo è un ragazzo splendido, sempre allegro, sorridente, scherzoso, ottimista; francamente mi sento fortunata ad averlo conosciuto, perchè è un’anima candida, è un puro e sono stata molto felice di apprendere del suo libro on line.
    Spero che tanta gente lo apprezzi, apprezzi il suo coraggio e la sua gioia di vivere e condivida con me la fortuna di conoscerlo.
    Matteo è un ragazzo speciale che merita tanto ed è stato “premiato”, perchè ha incontrato un’altra ragazza splendida, ovvero Katia con la quale mi auguro e gli auguro che possa coronare il sogno di quell’immenso amore che sta vivendo con lei.

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